2010-07-08 SLO-HR-SRB-RO-MLD-BG-TR-UA-OdeSSA

Ago
07
2010

171 - 07.8.2010 - SLO - Velika Dolina

Questa mattina il sole riesce a farsi vedere tra le nuvole e non piove e questa è già una buona premessa. Raggiunta Niš ci fermiamo a fare un giro in città e con nostra sorpresa troviamo il centro e le sponde del fiume Morava trasformati in un enorme mercatino delle pulci da centinaia venditori ambulanti. Passiamo un’ora a gironzolare tra la gente poi riprendiamo il viaggio in direzione di Beograd (Belgrado) che superiamo nel primo pomeriggio.

Continuiamo in direzione del confine con la Croazia e ci fermiamo in serata a Zupanya, una cittadina proprio a ridosso di questo confine. Non senza qualche difficoltà troviamo l’Hotel Jelen, l’unico della cittadina, un albergo di fine ottocento che ha conosciuto pochissime manutenzioni e, essendo l’unico della zona, pratica dei prezzi decisamente alti per la qualità del servizio che è in grado di offrire. Oggi è stata una giornata faticosa, abbiamo guidato per 500 chilometri ma d’altra parte non abbiamo molta scelta.

 


Domenica 8 agosto

 

Alle prime luci dell’alba siamo già in viaggio, oggi vogliamo dormire a casa nostra ma mancano ancora 550 Km. Passato il confine tra Serbia e Croazia procediamo speditamente fino a Zagreb (Zagabria) che passiamo senza fermarci.

Proseguiamo fino al confine con la Slovenia che raggiungiamo nel primo pomeriggio. Quando siamo a Ljubljana (Lubiana) ci sentiamo già a casa ed alle sette di sera, posteggiamo i nostri mezzi sotto casa.

172 - 07.8.2010 - I - Confine italiano173 - 07.8.2010 - I - Confine italianoSiamo stanchi ma felici soprattutto perché nonostante le disavventure siamo riusciti a portare a termine il nostro viaggio nei tempi previsti.


Questa avventura è così terminata, ora non resta che prepararci per la prossima ! 

Ago
05
2010

La corsia preferenziale per i cittadini UE esiste, ma non la rispetta nessuno ed il motivo di tanta lentezza sono i minuziosi controlli doganali su ogni mezzo che passa, ricorda molto le file che facevo al confine jugoslavo tanti anni fa!

Mi fermo a parlare con un signore bulgaro che mi dice che è in fila da 5 ore e che spera entro un’altra ora di passare il confine. Passiamo velocemente il controllo, almeno in questo è servito avere documenti europei, ed andiamo a cambiare un po’ di denaro in valuta locale, facciamo uno spuntino ed il pieno di benzina poi imbocchiamo la E80 che porta direttamente a Plovdiv.169 - 05.8.2010 - BG - Plovdiv

168 - 05.8.2010 - BG - PlovdivA mezzogiorno facciamo una sosta pranzo a Harmanli poi riprendiamo il viaggio.

La strada è buona e questo ci permette di mantenere una velocità di marcia costante a 80 Km/h buonissima ed inaspettata. Alle cinque del pomeriggio siamo a Plovdiv città che non offre molto al turista; gran parte delle costruzioni che vediamo sono caseggiati del periodo comunista, tutti uguali, tutti grigi fatta eccezione per la zona pedonale del centro storico, una strada costeggiata da case antiche e da negozi di lusso.

Ci sediamo in un caffè del centro a bere una bibita poi ripartiamo con l’intenzione di guidare ancora per un’ora per poi fermarci nel primo albergo che troviamo.

Nonostante le nostre buone intenzioni dobbiamo proseguire fino a Sofia perché lungo la strada non troviamo nessuna indicazione di alberghi.

Alle nove di sera siamo alla periferia della capitale e troviamo un hotel nuovo davvero bello dove ci fermiamo. Abbiamo guidato per 12 ore percorrendo più di 400 chilometri e siamo stanchi, dopo aver cenato andiamo in camera e ci addormentiamo dopo che Sandra mi ha rifatto 5 medicazioni, una buona ora di lavoro.


Venerdì 6 agosto

 

Dopo aver fatto colazione partiamo, sono le sette del mattino e sappiamo che ci aspetta un lungo e noioso viaggio di avvicinamento a casa. La strada che porta alla circonvallazione della città è pessima e piena di buche molto profonde dovute al traffico dei camion che qui è allucinante. Il confine serbo dista da qui circa 70 Km che percorriamo senza troppi problemi ma raggiunto il confine la scena del giorno precedente puntualmente si ripete. Superiamo centinaia di automobili e camion ed alla fine raggiungiamo il gabbiotto del controllo documenti dove ci lasciano passare senza nemmeno guardarci.

Continuiamo a percorre la E80 e, se anche la qualità della strada è decisamente migliore, non lo è certo il traffico. Alla una del pomeriggio raggiungiamo Pirot dove facciamo una sosta per il pranzo e per riposare un po’ ma il tempo sta cambiando velocemente e nell’arco di un’ora il cielo si è riempito di nuvolosi neri che non promettono nulla di buono.

Ago
03
2010

154 - 03.8.2010 - BG - Verso confine turchia156 - 03.8.2010 - TR - Verso KirklareliRinfrancato dalla riparazione effettuata ci mettiamo in viaggio di prima mattina. 

La strada che porta al confine con la Turchia a Malko Tarnovo è nuovamente un susseguirsi di buche collegate fra di loro dal catrame, 65 chilometri d’inferno.

Raggiungiamo il confine alle dieci del mattino ed in poco tempo abrighiamo tutte le formalità ed entriamo in Turchia.



La strada qui è nuova e ben asfaltata, priva di buche o avvallamenti che ci porta senza intoppi a Kirklareli e da li continua per Edirne.

Raggiunto il bivio di Babaesk decidiamo di restare sulla E87 fino ad Havsa da dove possiamo proseguire per Chanakkale.

Dopo aver percorso una decina di chilometri, all’altezza di Cukoköy ho avuto un incidente. La strada non è asfaltata come da noi ma viene fatta con uno strato di catrame sul quale pressano del pietrisco grossolano, il fatto che la strada è di colore bianco, senza alcuna segnaletica orizzontale per la definizione delle corsie e la luce particolarmente forte non mi hanno fatto vedere un avallamento del terreno che era stato riempito con ghiaia.

La ruota anteriore della Vespa, entrata nell’avvallamento, si è girata di colpo ed io sono stato sbalzato violentemente dalla sella. Per fortuna mi è andata ben, il casco e la visiera hanno retto all’impatto ma sulle pietre della strada mi sono procurato delle escoriazioni sulle mani e sul braccio sinistro, ed ho ricevuto un forte colpo sul ginocchio destro che è rimasto sotto la Vespa ma nel complesso nulla di veramente grave.

Ago
01
2010

139 - 31.7.2010 - RO - MangaliaLa mia speranza è di riuscire a guidare la Vespa fino alla Turchia o, meglio ancora, la Grecia perché in questi Paesi sono certo di trovare i pezzi di ricambio che mi servono, ma mancano ancora centinaia di chilometri e non so se ce la farò a percorrerli.141 - 31.7.2010 - BG - Confine Bulgaro

Lasciamo Magalia al mattino presto e nell’arco di mezz’ora siamo al confine con la Bulgaria che superiamo senza alcun intoppo. La strada che conduce a Varna non è male, e questo mi permette di guidare un po’ più tranquillo ed anche un po’ più veloce.

145 - 01.8.2010 - BG - NessebarTutta la costa bulgara del Mar Nero è molto turistica e ci sono dei posti davvero belli da visitare.

146 - 01.8.2010 - BG - NessebarFacciamo una sosta nella città di Nesebar che è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO ma in realtà è più un mercatino a cielo aperto tra i resti delle fortificazioni in mattoni. 

Le cose da vedere non sono molte, i resti di fortificazioni in mattone e le case con una curiosa architettura dove il primo piano della casa è sporgente e fa da tettoia al piano terreno. 


Al momento di ripartire mi accorgo che girando la chiave per spegnere il motore questo invece rimane acceso, una nuova seccatura cui non do troppa importanza ma dopo aver percorso un paio di chilometri in direzione della città di Burgas il motore si spegne e non c’è verso di riaccenderlo. 

Lug
29
2010

           123 - 28.7.2010 - UA - Kherson 122 - 28.7.2010 - UA - Verso KhersonDopo aver fatto una buona colazione riprendiamo la strada per Odessa; mancano ancora 200 Km, circa 4 ore, questo ci fa sperare di arrivare in mattinata per poter andare in capitaneria di porto e vedere se ci sono traghetti in partenza e per quale destinazione.

Alle due del pomeriggio siamo negli uffici della Capitaneria di Porto dove un militare gentilissimo fa delle ricerche per noi ma alla fine il risultato non cambia perché non c’è nulla da fare, da Odessa non partono traghetti con trasporto autoveicoli né per la Turchia né per la Bulgaria.

Rassegnati ma consapevoli di averle tentate tutte non ci resta che salire in sella ai nostri potenti mezzi e continuare a costeggiare il Mar Nero.

Facciamo ancora un breve giro nel centro storico per poi prendere la starda che porta alla città di Bilhorod-Dnistrovs'kyi che raggiungiamo a metà pomeriggio e dove decidiamo di fermarci per visitare il bellissimo castello.

Nel centro città troviamo aperto solamente un albergo davvero lussuoso dove prendiamo alloggio. Ci fanno posteggiare gli scooter in un giardino privato con tanto di cancellata di ferro e, appena terminata l'operazione si scatena il diluvio universale.   

Aspettiamo un pò ma il tempo peggiora invece di migliorare, non ci resta che andare a cena nel ristorante dell'albergo. Non ci aspettiamo di trovare una taverna a volti nel sotterraneo del palazzo, un posto accogliente e molto bello, forse proprio per questo abbiamo deciso di trattarci bene, una cena con caviale del volga, vino bianco di Crimea ed altre specialità della cucina ucriana, decisamente molto buone.    

 

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